COME HO TROVATO LAVORO
 

Le esperienze di chi ha trovato lavoro in Italia e all'estero: consigli e strategie.

"Ho aggirato la crisi. Come? Cercando le aziende della provincia di Lecco che avevano un buon fatturato. In un momento in cui la disoccupazione dilagava, ho pensato di concentrarmi sulle aziende che continuavano a eccellere. Ed è così che ho trovato l’azienda Sacchi, al primo posto della classifica per fatturato nella provincia di Lecco. L’azienda mi era già familiare, mi era rimasto in mente il logo, molto riconoscibile e diffuso nel mio territorio; curiosare nel sito-web, conoscere la storia dell’azienda e leggerne il codice etico hanno aumentato il mio interesse. E il destino ha fatto il resto: nella sezione “Lavora con noi” era aperta una posizione da stagista nella direzione commerciale, le caratteristiche richieste coincidevano con le mie. A quel punto ho inviato il mio curriculum e una lettera di presentazione, ho fatto alcuni colloqui ed eccomi qui.

Quale consiglio daresti a un tuo collega che sta cercando lavoro?

Scegli la tua strada e mettici tutta la grinta e la motivazione che hai per centrare i tuoi obiettivi. Molti coetanei, nella disperata ricerca di lavoro, disperdono tempo ed energie cercando “di tutto un po’”, senza dimostrare quella determinazione e motivazione che, a mio parere, sono essenziali per trovare un lavoro soddisfacente. Ovviamente un po’ di adattabilità è necessaria, ma senza eccedere.

Suggerirei inoltre di comprendere a fondo quali sono i propri punti di forza e fare leva su di essi quando si scrive il curriculum e lettera di presentazione e quando ci si presenta ai colloqui.
Ognuno di noi ha delle qualità che, se valorizzate, ci possono rendere preziosi per un datore di lavoro. Il vero segreto è individuarle e utilizzarle per differenziarci.

Silvia Cusini, assistente di direzione commerciale (2014)

"Come ho trovato lavoro a Dublino dall'Italia."

Mario Romano Lopez, programmatore di applicazioni Android (2014)

"Mi chiamo Elena, ho 26 anni e sono nata a Malo, un paese in provincia di Vicenza.

Laureata a pieni voti in Visual Design a Settembre 2013 a Verona, ho lavorato come grafica e illustratrice freelance per un anno.

Non sono riuscita a diventare economicamente indipendente in Italia.

Questo è uno dei motivi principali per cui ho considerato di trasferirmi all’estero: l’Inghilterra mi è sembrata la meta ideale: non troppo lontana (ci sono molti voli low cost) ed economicamente florida, comparata all’Italia.

Nel mese di dicembre, prima di partire, sempre esclusivamente per migliorare l’inglese mi sono iscritta ad un sito di dating chiamato okcupid.com.

Tramite il motore di ricerca ho cercato esclusivamente nativi inglesi del Kent/Londra con cui ho programmato di visitare la città nel weekend.

Ogni sabato incontravo 2-3 inglesi diverse e con loro visitavo diverse zone della città.

Una volta sbarcata ho iniziato ad usare anche due app di dating come tinder e lovoo per lo stesso motivo. Con questo sistema il mio inglese è migliorato di giorno in giorno.

Sempre su okcupid ho iniziato quindi a stringere i primi contatti e a trovare inglesi che mi aiutassero nella stesura del CV e della Covering letter. I contatti trovati sul suolo britannico sono tornati utili.

Durante questi 14 giorni ho risposto a più di 70 offerte di lavoro nel settore di grafica a Londra su reed.co.uk e una ventina come cameriera su gumtree.com (consiglio questo sito solo per lavori temporanei).

Aggiustamenti al modello di covering letter che avevo fatto per ciascun annuncio.

Aggiustamenti sul portfolio.

Mattina, pomeriggio, sera, notte.

Tutti i giorni.

Nel frattempo, sempre nel giro della prima settimana, ero stata selezionata da tre agenzie.

Primo passaggio: interview telefonica.

Fondamentalmente mi sono state fatte domande specifiche sulla mia preparazione tecnica e anche sulle aspettative sul salario.

Quest’ultima domanda mi ha preso alla sprovvista, motivo per cui consiglio di fare ricerche sul proprio settore su google.

Seconda fase: alcune agenzie in aggiunta o in alternativa alla interview telefonica possono chiedere di vedere un altro portfolio – oltre a quello che si dovrebbe già avere online nel mio caso – o di scrivere 5-6 bullet point sul perché ci si ritiene dei candidati ideali per la compagnia che rappresentano.

Bisogna essere molto determinati e sicuri di sé, ma soprattutto leggere attentamente i dettagli dell’annuncio perché ho scoperto che alcune grosse compagnie utilizzano un sistema informatico per la prima fase della selezione: se non compaiono determinate parole chiave nella covering-letter si viene automaticamente scartati.

Passata le prime fasi con le agenzie quindi sono stata selezionata per le interview di persona da fare con le compagnie, questa volta avendo i loro dati a disposizione – spesso gli annunci postati dalle agenzie sul loro cliente sono generici. Una terza agenzia mi ha selezionato per fare un test online di 2 ore di impaginazione per un catalogo.

Insomma nel giro di meno di due settimane ho ottenuto due colloqui finali e lunedì 1 Aprile mi è stato offerto il posto di lavoro come grafica per una grossa compagnia di Liverpool Street.

Le interview sono andate bene e sono anche riuscita ad ottenere più soldi di quelli che avevo richiesto grazie ai consigli ricevuti dagli inglesi e all’ottimo rapporto stipulato con l’agente dell’agenzia."

Elena, grafica pubblicitaria (2015)

"Un cartello attaccato al vetro della libreria Giunti di Via Guicciardini [Firenze] mi ha arpionato gli occhi e aggrappato al terreno come un’àncora. Diceva più o meno:

Cercasi persona fra i venti e i quarant’anni, con precedenti esperienze in aziende strutturate, sincera passione per il mondo dei libri e predisposizione al contatto col pubblico.

Sono entrato e ho lasciato il mio curriculum editoriale. Ce l’avevo sempre dietro. Prima di uscire, il controllo chiavi/cellulare/portafogli si era arricchito di un elemento diventando: chiavi/cellulare/portafogli/curriculum. L’occasione, anche se non la vedete, è spesso dietro qualche angolo. Vietato farsi cogliere impreparati!

Avevo messo in evidenza le mie pubblicazioni, le collaborazioni con i vari uffici stampa, il lavoro redazionale per SoloLibri.net. Perciò dico curriculum editoriale.

Altro piccolo consiglio gratuito. Diversificate le esperienze che avete fatto nel corso della vostra vita, e selezionate solo quelle di maggiore interesse per l’azienda alla quale state chiedendo un colloquio. Senza inventare nulla, per carità, puntate il faro su ciò che volete – e si spera sappiate – fare davvero, che fa di voi un valore aggiunto, un profilo da approfondire. Tagliate via tutto quello che non c’entra niente e che ci avete buttato dentro nella convinzione che tutto fa brodo. Non è vero!

Per dire, a un’azienda farmaceutica non frega niente se voi d’estate portate a passeggio i cagnolini del vicinato, e per questo vi retribuiscono anche lautamente, o vi siete comprati un chiosco con le ruote e vendete abusivamente limonate ai bambini del parchetto. Magari queste cose fatele presente alla vicina di casa che cerca un babysitter con esprienza quinquennale.

Lasciando solo l’essenziale, eliminerete il fattore confusione, principale forza che muove la mano che strappa e getta nel cestino, e aumenterete le probabilità di destare un interesse.

Il colloquio è andato bene, ho pensato uscendo, dopo un paio di giorni, mi è arrivata la telefonata. La Giunti ha scelto te."

Matteo Grimaldi, impiegato in una libreria (2014)

"Quando mi sono iscritto a LinkedIn quasi 4 anni fa, non avevo idea di quanto in futuro questo sito mi avrebbe aiutato. Volevo semplicemente conoscere un nuovo sito di cui si stava cominciando a parlare, e che mi avrebbe forse permesso di rientrare in contatto con persone che avevo conosciuto in passato.

LinkedIn se forse non ha stravolto la mia carriera, mi ha sicuramente dato una mano per metterla sui binari giusti e svilupparla nella direzione che desideravo.

Nel corso dei mesi ho visto la mia rete di contatti espandersi a vista d’occhio, permettendomi di scoprire che fine avessero fatto i miei vecchi colleghi e le altre persone con cui avevo lavorato nel corso degli anni.

L’idea di provare a rientrare in contatto con le persone con cui avevo già lavorato sembrava un buon canale per cercare nuove opportunità. La ricerca di un nuovo lavoro tramite i canali cosiddetti “tradizionali” (siti di recruiting, agenzie di selezione, cacciatori di teste) stava infatti procedendo a rilento. Perché non cercare di scoprire se fra i miei ex colleghi c’era qualcuno che aveva bisogno di una figura come la mia?

Qualche tempo prima su LinkedIn ero rientrato in contatto con un ex collega, che nel frattempo era diventato responsabile della filiale italiana di una multinazionale del settore in cui lavoravo. Gli scrissi per chiedergli se aveva bisogno di aiuto, ma l’azienda in quel periodo era ancora in fase di start up, e difficilmente poteva permettersi un investimento del genere.

Dopo circa sei mesi però le cose per il mio ex collega stavano mettendosi bene, l’azienda cresceva e ovviamente crescevano anche gli investimenti. Fu cosi che si ricordò del mio contatto, e questa volta fu lui a cercarmi su LinkedIn per chiedermi se ero ancora interessato. Certo che lo ero! Di li all’assunzione il passo fu breve. Dopo mesi di lunghe ricerche infruttuose era bastata una veloce e-mail per trovare una nuova opportunità.

Ma non fu quella l’unica occasione in cui LinkedIn si rivelò d’aiuto.

Dopo poco più di due anni infatti per motivi personali ero di nuovo interessato a cercare una nuova opportunità, e a quel punto LinkedIn, visti i successi del passato, è stato il primo canale che ho attivato per la ricerca. E anche in questo caso non sono rimasto deluso.

Nell’estate del 2009 sono infatti rientrato in contatto con Daniele, socio di una società di consulenza che otto anni prima era stata partner dell’azienda nella quale lavoravo. Allora avevo avuto modo di collaborare con Daniele su alcuni progetti. Quando ci siamo sentiti eravamo ancora in piena estate, alla soglia delle vacanze. L’accordo è stato quindi di risentirci in autunno, al rientro al lavoro. Cosi è stato, e anche in questo caso sono bastati pochi incontri per verificare l’interesse reciproco e permettere a me di trovare una nuova opportunità, e all’azienda di aggiungere al team una risorsa con le competenze che stava cercando.

LinkedIn si è dimostrato, per me come per altre persone con cui ho condiviso queste mie esperienze, un canale eccellente non solo per costruirsi un network professionale da usare nel proprio lavoro, ma anche, come ho potuto verificare, un canale alternativo efficace per trovare nuove opportunità.

Il vantaggio, sia per chi cerca lavoro che per le aziende che cercano nuovi profili, è quello di mettere in contatto persone che già si conoscono, con cui si è lavorato in passato e che quindi sanno i pro e contro di una collaborazione. Non è un vantaggio da poco, per entrambe le parti, se si considera il relativo “salto nel buio” che si fa quando si cerca una nuova azienda o quando un’azienda cerca un nuovo collaboratore.

LinkedIn a tutti gli effetti garantisce sia all’azienda che al candidato una serie di risparmi notevoli, sia esso risparmio di tempo speso a cercare lavoro (o a cercare profili, se visto dal lato dell’azienda), risparmio di risorse impiegate, risparmio sui canali alternativi che non sono più da attivare. E allo stesso tempo rende più sicura la ricerca, fornendo la certezza a tutte le parti coinvolte su quello a cui si sta andando incontro."

Claudio Signorelli, impiegato di una società di consulenza (2015)

"Costruire relazioni con persone sconosciute che lavorano in un settore cui aspirate o nel quale già lavorate è molto facile con LinkedIn. Basta cercare questa persona, anche in google, e vedere se ha un profilo LinkedIn, se lo tiene: Bingo! Iniziate a curiosare nel suo profilo, scoprendo per chi e con quale ruolo ha lavorato e ora cosa sta facendo. Se questa persona vi interessa, perché ha lavorato per un’azienda per la quale state applicando o avete deciso di inviare il vostro Curriculum all’azienda dove lavora ora, non esitate a contattarlo inviandogli una richiesta. La potenzialità di LinkedIn risiede anche nel fatto che potete trovare anche le Aziende ed in tal caso dovete subito “seguirle”, perché? Perché esse vi avranno tra i contatti e ogni vostro aggiornamento gli giungerà, inoltre potete avere notizia quando posteranno l’apertura di una posizione ed ancora potete vedere chi lavora in quell’azienda. Sapere chi lavora nell’azienda è importante perché potete trovare tra i profili il Responsabile delle Risorse Umane, il Manager dell’azienda e tutte le altre figure professionali presenti in essa. Anche in questo caso create contatto con queste persone; se sono stranieri non esitate a contattarli, per il 95% dei casi sono quelli più disponibili.

Io ho deciso di iniziare a cercare lavoro come Clinical Research Associate (CRA), la prima cosa che faccio è rispondere agli annunci per i quali ho i requisiti, a dire il vero a volte rispondo anche ad annunci per i quali non ho i requisiti, magari può colpire il mio CV e mi terranno presente anche per altre posizioni. Una volta risposto agli annunci inizio a “navigare” su LinkedIn.

Per prima cosa cerco se l’azienda di mio interesse è presente in LinkedIn, in caso affermativo la seguo e se c’è il sito internet vado a visitarlo; dopo visiono i profili di tutte le persone che lavorano in quell’azienda. Valuto un po’ i profili di chi potrei contattare, facendo caso anche al numero di connessioni che ha (questa è una mia idea: non vale la pena contattare chi ha poche persone nel suo network perché credo che non sfrutti al massimo LinkedIn e quindi non farà nemmeno caso alla mia richiesta.). Se tra i vari profili ritrovo il responsabile delle risorse umane non ci penso su due volte, e gli invio la richiesta di contatto chiedendogli se mi dà la possibilità di aggiungerlo al mio network, perché vorrei avere delle informazioni sul mio CV in quanto nell’ultimo periodo ho deciso di spostarmi nel campo della ricerca clinica. Posso affermare che per il 90% quest’approccio funziona, quasi tutte le persone accettano la mia richiesta; una volta entrati nel mio network ecco che inizia la “cura dell’interlocutore”, gli invio una mail dove non devono mancare i “grazie” per averti dato la possibilità di potergli scrivere, dove chiedi tante volte “scusa se l’hai disturbato” e poi subito dopo inizia il piano d’attacco!!! Ti presenti, gli spieghi perché gli scrivi, perché sei così motivato ad entrare nella ricerca clinica (questo nel mio caso) e poi invii il CV in maniera che se vuole può salvarselo nel suo database o stamparselo e studiarlo!

Se invece tra i profili LinkedIn non ritrovo il responsabile delle risorse umane, contatto il manager o vicepresidente dell’azienda oppure un Senior CRA; un altro mio trucchetto è quello di non contattare mai una persona che lavora in quell’azienda da poco o una figura Junior perché può vederti come un intralcio per la sua carriera.

State certi che dagli estranei riceverete molti più aiuti di quanti possiate riceverne da una persona a voi più vicina; io tramite LinkedIn ho conosciuto solo virtualmente o telefonicamente delle persone da un punto di vista umano FANTASTICHE che mi hanno dato innumerevoli consigli, anche su come comporre meglio il CV; ho trovato una disponibilità nel rigirare il CV ad amici o al responsabile delle Risorse Umane ed addirittura persone che quando sono a conoscenza di posizioni aperte mi contattano per dirmi manda il CV a quest’azienda o a questa persona.

Vi consigliamo di aggiornare sempre le persone che vi hanno dato suggerimenti, consigli o hanno presentato il vostro CV a qualcuno, perché se tutto procede bene grazie a lui/lei ne sarà contento, se invece non ricevete nessun feedback o vi darà ulteriori consigli o cercherà di recuperare informazioni del perché non ricevete nessuna notizia. A me sta succedendo tutto ciò.

Vi saluto dicendovi MANTENETE VIVI I VOSTRI CONTATTI e sfruttate le potenzialità di LinkedIn per cercare la vostra prossima opportunità lavorativa, perché chi costruisce la propria corsia preferenziale con sacrificio può superare chi l’aveva già pronta!"

Roberta Trotta, clinical research associate (2013)

"Quest’oggi ti racconto la mia esperienza personale per quanto riguarda la ricerca di lavoro (le così dette “job opportunities“) sul web.

Qualche anno fa scopro LinkedIn, un servizio web di rete sociale impiegato principalmente per lo sviluppo di contatti professionali (definizione da Wikipedia).

Così mi iscrivo, tanto che mi costa!

Compilo il mio CV in tutte le sue parti: esperienze professionali, studi, portfolio lavori, ecc… e alla fine carico sul mio profilo una bella foto di me in primo piano (a proposito un CV con una foto spesso dà più opportunità per essere contattati).

Ecco fatto, ora sono un utente iscritto a LinkedIn e come prima cosa inizio a creare la mia rete di contatti.

Come? Cerco colleghi, amici, persone con cui ho lavorato, amici di amici, amici di colleghi…insomma la lista è infinita.

Cosa succede dopo un po’?

Ebbene non ci crederete ma la mia media è di circa una richiesta di colloquio a settimana, senza che io mi sia candidato a nessuna offerta di lavoro!

Quotidianamente mi compare la scritta “Negli ultimi giorni N persone hanno visitato il tuo profilo” e ricevo messaggi del tipo: “Buongiorno, la contatto da PincoPallino Solutions specializzata nella ricerca e selezione di profili in aree professional per sottoporle una proposta di impiego…” oppure “Buongiorno mi chiamo Maria Rossi e vorrei poterla conoscere nell’ambito di una nostra ricerca in corso…”.

Incredibile, non avevo mai ricevuto così tante richieste di contatto per aver semplicemente inserito il mio CV su un portale o social network.

E aggiungo che le ultime aziende per cui ho lavorato mi hanno contattato proprio tramite LinkedIn."

Ico Arena, web developer (2014)

 
per saperne di più scrivete a antiguahoteles@gmail.com