LE DONNE E IL LAVORO
 
 

Il mondo del lavoro cambia a vantaggio delle donne?

Di estremo interesse l'articolo di Stefania Medetti su Repubblica del 4 febbraio 2016, con la ricerca di Arun Sundararajan, professore alla Stern School of Business della New York University, uno fra i maggiori studiosi della sharing economy, l'economia condivisa.

Lo scenario è quello di una rivoluzione in atto a livello mondiale, dove scompaiono i dipendenti e cresce il business del peer-to-peer (tra privati), a tutto vantaggio delle donne, imprenditrici che riceveranno i profitti da un mercato del lavoro sempre più fondato su interazioni personali e fiducia reciproca.

Come nota Arun Sundararajan “In questi anni ha cominciato a emergere un nuovo fenomeno che io chiamo “digital trust”. In pratica, una certa quantità aggregata di fiducia nei confronti delle altre persone ha iniziato a cambiare la percezione della gente tanto da influenzare la natura del business”.

Questo fenomeno genera due nuove tendenze. La prima è l'evoluzione delle regole del lavoro a livello individuale, con la possibilità di scegliere quando e dove lavorare come imprenditori di se stessi: “Siamo solo all’inizio, ma il modo in cui la sharing economy conduce le attività economiche evidenzia come stiamo prendendo le distanze dalle grandi corporation. Le piattaforme digitali che offrono il contributo individuale, infatti, sono i nuovi aggregatori della domanda di beni e servizi in ogni settore”. Nel 2015, la sharing economy ha generato un volume d’affari di 17 miliardi di dollari, nei settori della finanza, dei trasporti, dell’ospitalità, dei prodotti online e dei servizi.

La seconda tendenza è l'abbattimento del gap dell'ineguaglianza fra i sessi: “I gruppi sottorappresentati nel mondo delle aziende e delle multinazionali saranno i principali beneficiari dell’economia collaborativa, perché un sistema che si basa sulla reputazione del fornitore abbatte automaticamente le barriere strutturali che determinano l’ineguaglianza”, favorendo le donne naturalmente portate a costruire relazioni fondate sulla fiducia. Lo dimostra la ricerca congiunta della New York University e della Wharton Business School: sui siti di crowfounding (raccolta di capitali) le donne hanno più successo: il 65% delle techno start-up guidate da donne raggiunge i propri obiettivi di finanziamento, contro il 30% di quelle guidate dagli uomini. Il 37% delle idee e dei progetti delle donne trova un supporto finanziario online, contro il 32% degli uomini.

 
per saperne di più scrivete a antiguahoteles@gmail.com