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Diario di Viaggio della famiglia Grignani

in Repubblica Dominicana

 

 

 

 
     
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da Turisti per caso: TODA LA DOMINICANA DI GUAGUA IN GUAGUA

Famiglia Laura e Giampaolo Grignani

con i figli Carlotta e Matteo

 

09.12.2006-01.01.2007

14 Dicembre 2006 - Giovedì (La Romana)

Alle 15:15 entriamo nella città de La Romana. Al porto è attraccata un’enorme nave da crociera. Ci fanno scendere al Parque Central, dove c’è la fermata del guagua per Bocachica, che parte subito. Sembra quasi che aspettino sempre noi per partire. Questo guagua è molto folkloristico. Gente che lo prende in corsa, il compare del guidatore che picchia incredibili manate sulla portiera aperta per farlo fermare. Si affianca pure, in corsa, con un altro guagua per cambiare i soldi dal finestrino al volo. L’autista corre parecchio, effettua sorpassi incredibili ai danni di altri guagua. Che è? Schumi? Ma dopo un pó scopriamo che, in uscita dalla città, cercava di accaparrarsi più clienti degli altri, infatti, quando è pieno e raggiunge la superstrada, comincia a viaggiare con andatura regolare. Alle 17:30 il guagua ci fa scendere sulla superstrada e, dopo 500 metri a piedi, arriviamo a Boca Chica, dove veniamo letteralmente assaltati dai procacciatori d’affari. Due sono particolarmente insistenti e ci seguono fino al Hotel Cachela. Lì pretendono che la proprietaria dia loro una provvigione.. Lei mi chiede se ci hanno portati loro. Le mostro la Lonely Planet dove avevo già sottolineato l’indirizzo e quindi lei li liquida. O per lo meno apparentemente, perché dopo un’ora li troviamo ancora lì. (NDR: L’aveva detto la cameriera del Viva oggi a pranzo che a Boca Chica avremmo trovato la mafia…).

 

Duarte, la via centrale di Boca Chica

 

L’Hotel Cachela è un alberghetto con belle camere, sulla strada parallela alla spiaggia (Ave. Duarte). Ha anche una bella terrazza comune che guarda sulla via, che alla sera, viene chiusa al traffico e si riempie di tavolini e sedie dei vari bar. Ci andiamo a bere una birretta nel bar di fronte.
Andiamo poi a perlustrare la spiaggia, anche se è già buio. La percorriamo tutta, fino alla zona Ovest del parcheggio, dove pullulano bancarelle che vendono pesci fritti con platano e/o patate fritte! Non devono essere neanche male…. Dopo un aperitivo in un bar sulla spiaggia, rientriamo in albergo. La camera è gelida perché Giampaolo ha lasciato l’aria condizionata al massimo, pertanto io mi siedo in terrazzo. La strada sta popolandosi di tavoli, tavolini e sedie dei vari bar. C’è musica e un sacco di gente. Andiamo a cena da Fernando! Eccezionale. Forse per domani sera ci procura le aragoste. Tornando verso casa c’è pura vida! Musica al massimo, bar sovraffollati, gente che balla. Mi sembra quasi impossibile di aver letto su un diario di viaggio che Boca Chica è molto tranquilla e non c’è vita notturna….… Bho?

 

Duarte by night

 

15 Dicembre 2006 – Venerdì (Boca Chica)

Sveglia alle otto, perlomeno per me e Giampaolo. Matteo e Carlotta dormono e noi li lasciamo fare. Intanto andiamo sulla spiaggia a cercare un posto per la giornata.

 

un tratto di spiaggia

 

È pieno di bar e ristorantini che mettono a disposizione sdraio e lettini, se consumi da loro. In quanto a consumare siamo degli esperti, pertanto ci scegliamo un bel posticino su uno dei tratti più belli della spiaggia. È un ristorante a gestione tedesca, quindi giustamente pieno di avventori tedeschi. A fianco invece c’è un ristorante italiano, pieno di clienti italiani (poi parlano di Europa Unita!). Anche se Boca Chica sembra essere il centro della prostituzione, devo dire che ci sono anche tante coppie straniere regolari e anche tante famiglie. Boca Chica, dopo cinque giorni passati in località altamente turistiche (Punta Cana e Bayahibe), ci sembra un paese più verace, più sudamericano, con i bambini lustra-scarpe, e quelli che ti chiedono l’elemosina; con i procacciatori d’affari e le bancarelle di pesce fritto. Non capisco perché alcuni sconsigliano di andare a Boca Chica. Secondo me è una località da vedere. {NDR: Fra tutte infatti sarà quella che ci rimarrà più favorevolmente impressa!}

 

 
La giornata la trascorriamo concedendoci un pó di tutto! Carlotta si fa fare le treccine (15 usd e non 40 euro come a Bayahibe). Giampaolo fa pedicure. Ci sollazziamo con i materassini nelle calme acque cristalline. Un materassino si è rotto pertanto ne compriamo un altro da un venditore ambulante, ma si… PURA VIDA!! È la prima volta da quando siamo in Repubblica Dominicana che riusciamo a dare dei soldi alla gente del luogo e ne siamo contenti! Io mi mangio anche 12 vongole crude, anzi vive, con un pó di limone (buonissime!!!), acquistate da un simpatico ambulante, che insiste per farmi mangiare anche il Lambi in salsa di pomodoro! Ci beviamo anche un coco loco con aggiunta di BRUGAL ANJECO!

 

Poi, con Carlotta, andiamo ad assaggiare il pesce fritto che fanno alle bancarelle. Qui la gente è simpatica, cordiale, soprattutto la gente semplice. A pranzo mangiamo Wurstel… e beviamo birra!… (in un ristorante tedesco è inevitabile). Il personale è gentilissimo. Dopo pranzo Matteo ed io proviamo “El Tubo Special” una sorta di materassino galleggiante dove ti tieni aggrappato saltando di onda in onda, mentre il motoscafista che ti traina… si diverte. Anche Carlotta… dal momento che ha ottenuto il permesso di salire sul motoscafo con il conducente….

 

 

Nota dolente della giornata: a Carlotta cade la fotocamera digitale che smette di funzionare! S’è ROTT’..! Al pomeriggio ci dedichiamo agli acquisti dai venditori locali. Compriamo collanine, bandane, sigari… e poi? Poi finiscono i soldi quindi Carlotta ed io corriamo in albergo per ritirare le scorte. Paghiamo il ristorante e, prima di andarcene, cerchiamo il venditore di materassini a cui vogliamo lasciare i nostri due. Giacché da domani, per oltre una settimana, non ci serviranno più, lui avrà la possibilità di rivenderli! Abbiamo passato una bellissima giornata qui a Boca Chica. Ci siamo sentiti dei turisti utili! Ci sono anche rimasti impressi due bellissimi bambini, a cui abbiamo regalato due penne, ma non sapevano cos’erano. Hanno chiesto alla mamma, che vendeva banane in spiaggia, la quale ha risposto che servivano per la scuola (NDR: chissà se ci andranno mai a scuola?). Poi li abbiamo fatti provare a disegnare. Abbiamo scritto i loro nomi ed i nostri e loro cercavano di ricopiarli.
Quando rientriamo in albergo la Via Duarte è già animata. A cena si ritorna da Fernando!! Fernando ci ha preparato l’aragosta e quattro astici. Ci mangiamo anche un cocktail di scampi e una squisita paella, concedendoci anche una bottiglia di vino! In totale spendiamo 2000 pesos in quattro con la mancia! (60 usd) {NDR: la cifra più bassa in assoluto che spenderemo in tutta la Dominicana}. Verso le 22:30 rientriamo in albergo ma c’è un’atmosfera strana in giro… Gente che corre, una ragazza che si sente male, altri che piangono, i bar che ritirano le sedie e i tavoli…. Che è successo? Il portiere ci spiega che hanno ammazzato un ragazzo.
È la conseguenza dei soldi facili, prostituzione, forse anche droga…. E chi ci va di mezzo alla fine sono giovani senza istruzione, senza futuro, sfruttati dalla malavita. Succede purtroppo anche in Europa.

continua... con Santo Domingo

 

 

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