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Racconto di viaggio di Alessio e Renzo

Repubblica Dominicana, agosto 2006

     
 
     
     

Bene bene. E' la prima volta che scrivo un racconto su un viaggio da me compiuto, ma ritengo che questa sia un'occasione particolare e che questa vacanza meriti di essere descritta.
Mi presento.
Mi chiamo Alessio, ho 29 anni e vivo a Roma, città in cui sono nato, cresciuto e dove lavoro.
L'idea di compiere un viaggio nella bellissima Repubblica Dominicana (d'ora in poi RD) in realtà risale allo scorso anno, quando al rientro da un viaggio in Brasile mi è venuta voglia di visitare una località situata sul Mar dei Caraibi.
All'inizio ero indeciso tra Cuba e la RD, ma alla fine ho scelto quest'ultima, anzi, abbiamo scelto perché siamo in due!
Io e il mio amico/compagno di avventure Renzo ci conosciamo dai tempi dell'Università e sono ormai quasi dieci anni che andiamo in viaggio assieme.
Ma ora basta con le chiacchiere e parliamo della vacanza!
Premetto che non intendo descrivere puntualmente cosa abbiamo fatto giorno per giorno e ora per ora, perchè che credo che ciò sia terribilmente noioso. Preferisco disegnare i tratti salienti del mio soggiorno nella RD, più che altro per dare le giuste "dritte" a chiunque fosse interessato ad intraprendere un viaggio in quello splendido Paese.
Il periodo prescelto, per motivi di ferie al lavoro, va dal 3 al 24 agosto compresi, che nel complesso costituisce un buon periodo per visitare la RD, a parte il rischio di incappare in qualche tempesta tropicale o, peggio ancora, in qualche uragano di stagione, dato che è proprio a partire dal mese di agosto che questi "mostri" della natura fanno visita nel Mar dei Caraibi.
Fortunatamente, a parte la coda di una tempesta tropicale che ci ha costretti a stare un giorno intero chiusi in casa con fuori la pioggia battente, abbiamo avuto praticamente 20 giorni di sole, salvo qualche pioggerellina qua e là, ma poca roba.
Iniziamo con ordine.
Partenza il 3 agosto da Roma Fiumicino con la compagnia Iberia. Primo tratto del volo tutto ok, quindi scalo a Madrid e, brutta sorpresa, tre ore di ritardo per il volo in partenza per Santo Domingo Las Americas! Pazienza, l'entusiasmo è tanto e di certo non ci facciamo scoraggiare da un po' di tempo passato nell'enorme aeroporto di Madrid. Dirò di più, forse è stato meglio, almeno abbiamo iniziato a sentire parlare un po' di spagnolo, tanto per abituarci!
Il volo di andata è andato bene, niente di più niente di meno del viaggio per Rio de Janeiro lo scorso anno, cioè una noia mortale ma senza seccature di vario genere. Sapete, 8 ore di volo sono tante, ma bene o male passano all'andata, quando si è presi dalla fretta di arrivare e di buttarsi in spiaggia…
All'arrivo incontriamo subito il nostro "pilastro" della vacanza, vale a dire il Mitico Roberto.

Ho conosciuto Roberto via mail in inverno, in gennaio per l'esattezza, quando ho iniziato a programmare questo viaggio. Roberto è un italiano simpaticissimo, che ha viaggiato su mezzo pianeta e ha vissuto sull'altra metà, e che da un po' si tempo si è stabilizzato in RD assieme alla compagna/moglie (che tra l'altro ho visto solo una volta di sfuggita), quindi conosce tutti i "trucchi del mestiere", necessari quando si intraprende un viaggio verso una mèta così "lontana" (non solo dal punto di vista geografico) dalla nostra realtà.
Come dicevo siamo arrivati a Las Americas, ritiriamo i bagagli e incontriamo Roberto, che ci ha aspettati nonostante le tre ore di ritardo…
Ci fa conoscere un altro simpatico italiano, Mauro (detto "il Lindo"), che comincia ad "iniziarci" sulle regole da seguire per trascorrere un piacevole periodo di permanenza nella RD.
Qui purtroppo ci aspetta una notizia un po' brutta, e cioè che da circa 10 giorni è entrata in vigore una legge in base alla quale tutti i locali del Paese devono chiudere a mezzanotte, tranne il venerdì e il sabato, giorni in cui l'orario di chiusura è protratto fino alle 2.
Brutta sorpresa davvero, anche perché la nostra vacanza in RD era pianificata su tre tappe, cioè 13 giorni a Boca Chica, 3 giorni nella capitale Santo Domingo, 6 giorni nella penisola di Samanà, a Las Terrenas e un'ultima notte in Capitale, prima della partenza per Roma.
I 13 giorni a Boca Chica sono stati scelti perché la località è famosa in tutta la RD, per la sua vivace vita notturna, per i numerosi locali, bar, discoteche e ristoranti in cui è possibile bere, mangiare, ascoltare musica e fare amicizia tanto con i residenti del posto quanto con altri viaggiatori.
La chiusura dei locali limita non poco la vita notturna, ma cosa potevamo farci?
Arriviamo alla nostra residenza, MondoVip, una simpatica villetta situata poco distante dal mare. L'appartamento che Roberto ci ha riservato è accogliente, pulito e con tutti i comfort del caso.
Facciamo amicizia con le persone che lavorano nella struttura, tra cui il grande Caesar, un dominicano simpaticissimo, e il custode notturno, di cui non ricordo il nome, che abbiamo disturbato tante volte nel corso della vacanza ogni volta che tornavamo a notte fonda!
Siamo stanchi, si va a dormire… per svegliarci l'indomani con la pioggia!
Come dicevo, la sfiga ha voluto che beccassimo la coda di questa tempesta tropicale, che però è durata solo un giorno. Anzi, verso le 18 il tempo si è rimesso e decidiamo di fare un giro nella Capitale. Prendiamo l'autobus locale, la "gua-gua", e arriviamo a Santo Domingo.
Da visitare assolutamente è il Conde e la Zona Coloniale, molto sicura e tranquilla anche di notte.
Ci sono un pel po' di chiese, monumenti, musei, piazze tutte da scoprire, solo che la vita notturna non è un granchè per i motivi suddetti.

 

 
Alcazar de Colon
 
il Malecon di notte

 

Cena in un tranquillo ristorantino a base di filetto di manzo, costolette di maiale, riso e bevande varie, per un prezzo di circa 12 euro a persona. Durante la nostra vacanza il cambio peso-euro era di uno a 40, quindi con un 1 Euro acquistate 40 pesos, direi che è un buon cambio…
Nel complesso, per non dilungarmi troppo, la vita nella RD non è molto cara, sicuramente meno che in Italia, ma più costosa del Brasile, dove a Rio con neanche 5 euro a persona mangiate da scoppiare nei numerosi ristoranti situati a Copacabana.
Ma torniamo a noi. Il primo giorno in spiaggia è stato un trauma in senso buono: la mitica piscina naturale di Boca Chica era finalmente davanti a me!

 

 

Acqua cristallina, sempre piatta grazie alla barriera corallina che la argina dal mare aperto, sabbia sottile e bianca, palme sulla spiaggia… il paradiso!
L'unico neo se vogliamo è che la spiaggia è davvero affollatissima, piena di ristoranti, molti dei quali gestiti da italiani, venditori che cercheranno di vendervi qualunque cosa, ma proprio qualunque (a buon intenditore…). Dopo un po' diventano fastidiosi, anche perché tendono ad essere un po' troppo insistenti, però si può sopravvivere dicendo la mitica frase "no tengo quartos", che vuol dire "non ho soldi" in un dialetto locale, quindi viene recepito al volo e il venditore desiste subito e "attacca" subito un'altra preda.

 

 

 

Durante la nostra permanenza siamo stati tutti i giorni presso il "Colibrì", un ristorantino sulla spiaggia gestito da un simpatico napoletano, Bruno, che non vi farà mancare nulla e che vi servirà come dei re.
Tutto ciò è possibile grazie alla validità ed efficienza delle persone che lavorano per lui, tra i quali è doveroso citare Rei, un ragazzo dominicano che si è fatto praticamente in quattro durante tutta la nostra permanenza per non farci mancare nulla. Grazie Rei, sei un grande!
Il posto è piccolo, ma la cucina è eccezionale. Qualunque cosa vogliate, da Bruno la trovate: spaghetti ai frutti di mare, aragosta, gelato, frullati alla frutta.
La giornata tipo era più o meno così: al mattino per le 10 in spiaggia, frullato alla frutta per colazione, poi bagnetto nel mare più bello del mondo, pranzo da capogiro (chi se li dimentica gli spaghetti allo scoglio di Bruno!), passeggiata sulla spiaggia, bagnetto pomeridiano e poi a casa.
Più o meno era così, tralasciando ovviamente le conoscenze fatte sulla spiaggia sia coi dominicani che con altri turisti, oltre alla presenza di Roberto e di altri italiani che si sono stabilizzati nella RD e che vivono e lavorano là facendo servizi per i turisti, organizzando gite e quant'altro.
Da segnalare l'escursione all'Isola Saona, probabilmente una delle isole più belle del mondo, con un mare da favola ed una spiaggia che manco provo a descrivere tanto era bella!

 

 

 

E' un'escursione che va fatta a ogni costo, e sulla spiaggia troverete diversi italiani che la organizzano egregiamente. Noi abbiamo pagato 50 euro a persona compreso tutto, quindi il trasporto in jeep fino al parto dove ci si imbarca sul catamarano per raggiungere l'isola, il pranzo sotto le palme (davvero ottimo) e il rientro col motoscafo, con tanto di fermata intermedia alle piscine naturali per vedere le stelle marine giganti.

 

 

Davvero una bella esperienza.
Un consiglio: portatevi una buona crema abbronzante, perché il sole picchia da far paura!
Passano i giorni e impariamo a convivere con i venditori ambulanti, che bazzicano anche lungo la Via Duarte, in pratica il viale principale di Boca Chica che alla sera è chiuso al traffico, diventa pedonale e in pratica raccoglie tutta la (poca) vita notturna di Boca Chica.
Per mangiare vi sono tanti posti diversi, adatti a tutte le tasche e per tutti i gusti, quindi non mi soffermerei troppo su questo aspetto.
Veniamo ora ad un argomento che probabilmente interesserà alcuni lettori, soprattutto i maschietti "single" che decidono di recarsi a Boca Chica per un motivo o per un altro. Il posto pullula di belle ragazze che cercheranno di fare di tutto pur di essere "rimorchiate" da voi e trascorrere un po' di tempo con il turista di turno, il quale in cambio della compagnia dovrà garantire o una somma di denaro (un po' come si fa con le escort) o un mantenimento "vitto e alloggio".
E fin qui niente di male o di strano rispetto ad altri posti analoghi (vedi Cuba)…
Il problema è che le ragazze vi saltano letteralmente addosso per la strada e a lungo andare diventa quasi fastidioso, anche se può sembrare strano dire di essere infastiditi se una bella mulatta ti si getta tra le braccia… Il problema è che qui è un continuo, ma tutto alla fine è rimesso alla libera scelta di ognuno di noi, vale a dire che nessuna ragazza vi costringerà mai a stare con lei, anche se per una sola notte, ma sta a voi decidere se siete disposti oppure no.
A voi la scelta.
Due parole sulla bellezza delle ragazze del posto. Mi sento in dovere di farlo, non per altro, ma perché comunque un paese pieno di belle ragazze è comunque un posto che fa piacere frequentare, indipendentemente dai gusti sessuali delle persone o dalla concezione che si ha della "storia estiva" e giù di lì… Sarei un ipocrita se nel mio racconto non trattassi l'argomento…
Le ragazze dominicane sono molto belline, curate soprattutto nel viso, nel trucco, nelle mani ma nel fisico ci tengono di meno, non sono come le brasiliane, autentiche reincarnazione della dea Giunone.
Per lo più sono mulatte, ma nella capitale ci sono molte ragazze dalla carnagione chiara, anch'esse davvero carine. Più di una mi ha fatto girare la testa…
In generale vorrei precisare che a Boca Chica, così come in ogni altra parte della RD (e del mondo in generale…), non ci sono solo ragazze di quel tipo, che non mi sento neanche di chiamare prostitute, ma è possibile incontrare tantissime ragazze/giovani donne "normali", più che felici di conoscere persone provenienti da altri paesi, e che non vi chiederanno un "prezzo" per passare del tempo con loro. In altre parole ci sono tutte le possibilità per fare una storia "normale", se mi passate il termine. Io personalmente ne ho conosciute diverse di commesse, parrucchiere, cameriere ecc. ecc. con le quali fare amicizia.
Detto questo, torniamo al racconto!
Boca Chica è un luogo di villeggiatura balneare rilassante, nel senso che avete a disposizione tutto ciò che vi serve, non dovete far altro che chiedere. I servizi da spiaggia sono tanti e tutti di alto livello. Inoltre l'elevata concorrenza tra i ristoranti li spinge a tenere i prezzi bassi. Un esempio. Dal buon Bruno due lettini e ombrellone in riva al mare, due frullati alla frutta, un pranzo a base di spaghetti alle vongole e contorno, oltre da bere ovviamente (che non manca mai, soprattutto per gli amanti del Rhum, che tra l'altro a me non piace tanto, ma io non faccio testo in quanto non amo gli alcolici in generale), cocktail pomeridiano per un totale di circa 12 euro a persona, praticamente niente a confronto coi prezzi in Italia per servizi simili.
Questo è più o meno quanto capita se deciderete di andare a Boca Chica. In generale, per raggiungere un capo all'altro della cittadina ci si sposta coi moto-conchos, che altro non sono che delle motociclette portate da dominicani e che offrono uno pseudo-servizio taxi. Di giorno si aggirano sui 20 pesos a persona (circa mezzo euro), mentre alla sera vanno sui 40. Noi li prendevamo il meno possibile
perché a mio avviso non sono molto sicuri (a volte vi portano in tre, o anche in 4 sulla stessa moto…), ma sono comodi per spostarsi rapidamente.

 

 

I lati positivi ve li ho elencati, ora tocca a quelli negativi. Boca Chica sotto alcuni aspetti sembra sia stata colpita da un uragano pochi giorni fa: non è raro incontrare case semi-distrutte, baracche, buche per la strada grandi tanto da farvici cadere dentro se non state attenti ecc.
D'altronde in un paese povero è normale vedere queste cose, con persone che vivono in 5/6 arroccate in case di fortuna, però l'impatto visivo non è ovviamente bello. Per carità, non è una città diroccata in tutto e per tutto ma mi aspettavo qualcosa di più, come dire, ordinato urbanisticamente parlando, ma questo non è un problema grave. In generale di problemi gravi non ce ne sono, basta solo stare in campana. Farsi raggirare dai dominicani è facile, soprattutto quando si fingono vostri amici e vi dicono di avervi incontrato in spiaggia… voi lì per lì non vi ricordate, gli dite di sì e quelli poi non se ne vanno più e per sbolognarli dovrete dargli una piccola mancia.

Un giorno in spiaggia ho conosciuto uno che voleva "vendermi" sua sorella…
L'importante è sempre essere garbati, anche nelle risposte negative. Ricordate che non state a casa vostra e fare i duri con quelle persone significa rischiare.
A noi non è mai successo niente, anche quando al sera andavamo in giro a piedi da soli, ma noi non davamo nell'occhio, quindi niente orologi, bracciali, catenine d'oro ecc. Portate con voi i soldi per tirare avanti per la giornata e basta, niente di più, e non vi accadrà nulla.
Vi sentirete sempre osservati, ci sarà sempre qualcuno che vuole vendervi qualcosa, ma nulla di più.
Il posto merita di essere visitato ovviamente, soprattutto per la spiaggia, che nei fine settimana è letteralmente invasa dai dominicani che sfuggono al caldo di Santo Domingo per rifugiarsi sulle spiagge di Boca Chica. Comunque è una bella esperienza mescolarsi ai dominicani nei week end, vivere come loro e percepire la gioia che hanno di vivere, nonostante siano per lo più poveri e che devono sfangare la giornata andando avanti in qualche modo.
E poi è doveroso parlare della musica… il Merengue e la Bachata vi accompagneranno dal momento in cui metterete piede in terra dominicana fino a quando non risalirete sull'aereo.
E' una musica particolare, che piace e non piace, dipende dai gusti. Certo che se una bella mulatta (o un bel ragazzo dominicano, per le turiste…) vi invita a ballare un pezzo di bachata con lei (lui) di certo vi resterà un bel ricordo della musica locale…
A parte questo, è molto bello vedere le persone del posto ballare tra di loro. I ragazzi sono dei ballerini provetti, a confronto con me che sono praticamente un pezzo di legno, quindi anche solo vederli e percepire il loro divertimento è piacevole.

La permanenza nella Capitale è stata breve, solo tre giorni, ma bastano per visitare le parti più interessanti della città.

 

 

 

Della Zona Coloniale ho già parlato, quindi vado oltre. Da vedere il Faro di Colombo, un gigantesco faro-museo dedicato al nostro connazionale scopritore delle Americhe, il parco acquatico, l'acquario nazionale, dove potrete ammirare pesci tropicali, squali, tartarughe giganti e altre specie animali che finora avrete visto solo nei documentari di Piero Angela & figlio (almeno parlo per me…) e altre simpatiche locazioni.

La Capitale è meno cara di Boca Chica, soprattutto per mangiare e per fare shopping. Non di rado vi capiterà di fare uno spuntino in qualche tipica locanda dominicana, dove con una scodella di fagioli, dell'ottimo pollo alla criolla (tipica cucina del posto), riso bianco per contorno, bevande (per lo più la cerveza, la nostra birra), vi sentirete sazi e col portafoglio di poco più leggero. Infatti un pasto come questo può costarvi sui 3 o 4 euro, quindi niente di drammaticamente salassante per le vostre finanze. Certo, ci sono anche ristoranti superlussuosi dove potrete gustare dell'ottimo filetto argentino o squisite aragoste al cartoccio, ma personalmente quando viaggio in questi paesi preferisco assaggiare la cucina tipica del posto, che trovate in quelle che all'apparenza sono solo bettole, ma che in realtà raccolgono lo spirito e l'essenza dei popoli di appartenenza.
In taluni casi le condizioni igieniche vi sembreranno precarie, per questo il mio consiglio è quello di vaccinarvi contro l'epatite A e B, il tifo, il tetano e la difterite, almeno non correrete il rischio di contrarre qualche infezione. Tali vaccinazioni non sono obbligatorie ma solo consigliate. Io personalmente ho preferito farle, tanto per stare più sicuri e probabilmente non vi accadrà niente anche se non le fate.
Lo shopping si caratterizza negli oggetti di artigianato locale, ma anche nel Rhum (che loro chiamano "Ron"), nei sigari e in altri simpatici oggetti.

 

 
La vita notturna nella Capitale è un pò più movimentata, ci sono diversi locali vicino a quella che tradotta suona come Piazza di Spagna, in cui incontrerete i dominicani che vanno a ballare e a rilassarsi dopo magari una settimana di studio/lavoro. Nella Capitale conviene spostarsi di giorno con gli autobus, più che altro perché è davvero uno spasso prenderli. A parte che sono tutti scassati, nel senso che da noi autobus così andrebbero allo sfasciacarrozze immediatamente e poi perché non ci sono i numeri sopra, quindi non potere risalire al loro percorso a partire dal numero della linea, ma dovrete parlare con il controllore che sta fuori, appeso tipo scimmia, e che grida le principali mète della linea… davvero un'esperienza da provare! Alla sera prendete il taxi, costa poco e vi permette di spostarvi con maggior sicurezza anche se, lo ripeto, non ho mai avvertito un particolare senso di disagio e pericolo.

 

Las Terrenas, nella penisola di Samanà, è l'ultima tappa del viaggio. La raggiungete tranquillamente con gli autobus della Caribe Tours, solo che per fare quei 250 km che separano santo domingo da las terrenas ci vogliono più o meno 5 ore , ma so che ora c´e´la nuova autostrada da Boca Chica, il viaggio e´di sole due ore.
Una volta attivati a Sanchez, una località caratterizzata solo dal fatto di essere un posto di smistamento del traffico, prendete un taxi che vi porta a Las Terrenas. Qui il paesaggio è molto più naturalistico rispetto a Boca Chica. Già per arrivare dovrete attraversare un pezzo di foresta pluviale, arrampicarvi su una montagna con questi simpatici taxi tutti semi-distrutti, mentre attraverserete villaggi e piccoli paesi dove le galline ruspano in mezzo alla strada (sterrata) e le persone vanno in giro in groppa al cavallo.

A proposito di cavalli, da segnalare la gita alle cascate di El Limon, un luogo incantato dal punto di vista naturalistico, incastonato nel bel mezzo della foresta pluviale situata nella penisola di Samanà.

 

 
Eh sì, miei cari, alle cascate ci si arriva col cavallo, o col mulo.....

Il posto si raggiunge prendendo la gua-guas per El Limon, per poi noleggiare un cavallo con guida. Eh sì, miei cari, alle cascate ci si arriva col cavallo in un'oretta circa di cammino, attraversando la foresta, inerpicandosi su sentieri di montagna, guadando fiumi, all'insegna dell'avventura e del divertimento!
Noi siamo stati nel maneggio principale della città gestito dallo spagnolo Santì dove, con poco più di 600 pesos a persona si ha a disposizione un cavallo, una guida che vi accompagnerà per l'intero percorso di andata/ritorno, e il pranzo al ritorno (davvero ottimo, tutto a base di specialità locali).
Devo però avvertirvi che non sarà affatto una passeggiata, perché il sentiero per le cascate si snoda lungo una montagna, per cui dovrete faticare non poco, anche stando a cavallo, per sopportare gli "scossoni" provocati dal vostro fedele "mezzo di trasporto" durante il suo da fare per portarvi incolumi sul luogo. Però ne vale davvero la pena! Le cascate sono eccezionalmente belle. Il problema è che il luogo in cui si arriva a cavallo sta un centinaio di metri in verticale sopra le cascate, quindi dovrete scendere giù per un sentiero a piedi, che poi diventa faticoso quando dovrete risalire, ma comunque è fattibile.
Alle cascate è possibile fare il bagno, anche se trattandosi di acqua di fiume di montagna è un po' freddina, ma se c'è il sole non c'è problema. Ricordatevi che al vostro ritorno dovrete lasciare una mancia alle vostre guide, che per tutto il tracciato saranno a piedi accanto a voi e al vostro cavallo, quindi una fatica non indifferente per loro (vabbè che sono abituati, però…).

Vi descrivo ora Las Terrenas. Il posto è una tranquilla cittadina di mare, più grande di Boca Chica, dove si sente la massiccia presenza di francesi e tedeschi, al contrario di Boca, dove incontrerete per lo più italiani.
Dal punto di vista naturalistico Las Terrenas è più bella di Boca Chica, nel senso che è più selvaggia e meno "contagiata" dalla mano dell'uomo. Da un lato, quindi, si assiste al classico paesaggio caraibico, con le palme che arrivano fino nell'acqua e le spiagge che in certi punti sono semi-deserte, nel senso che ci siete voi, qualche granchio che passeggia sulla battigia e dei simpatici uccellini che vi svolazzano sopra la testa. D'altro canto non ci sono neanche servizi da spiaggia come Boca Chica, quindi non ci sono docce per lavarsi dopo il bagno, ogni tanto se vi dice bene trovate un chiosco per prendere qualcosa da bere e, sempre se vi dice bene, qualche residence o albergo che ha anche la spiaggia mette a disposizione dei propri ospiti lettini ed ombrelloni.
Ripeto, da un lato dopo aver trascorso un periodo di 13 giorni nell'affollatissima Boca Chica un po' di relax, silenzio e solitudine non fa di certo male, a patto però che siate disposti a rinunciare a qualche comodità da spiaggia, ma credo si possa fare.

Un appunto sul mare. Mentre Boca Chica è famosa per il mare con "effetto piscina naturale" grazie alla presenza della barriera corallina, Las Terrenas si affaccia sull'Atlantico, per cui il paesaggio è diverso. Non c'è la barriera, quindi può anche capitare che il mare sia mosso ed un po' meno cristallino. Attenzione, è sempre pulito da far paura, ma l'acqua diventa alta dopo un po' che camminate, mentre a Boca Chica questo problema non lo avete.La sabbia poi a Las Terrenas è più granulosa e scura di quella di Boca, dove è praticamente bianca.
Ripeto, si tratta solo di sottigliezze. Il mare è bellissimo in entrambe le località, solo che è diverso nell'un caso e nell'altro. Vale la pena di vedere entrambe le realtà balneari.
Torniamo rapidamente a Las Terrenas. Mi sono dimenticato di dire che per raggiungere questo posto bisogna fare una fatica enorme anche stando in bus, perché pur se i km che la separano da Santo Domingo sono poco più di 200, per arrivare ci voglio 5 ore a causa delle strade praticamente dissestate… Per questo motivo, per non incappare in problemi vari al momento del ritorno, abbiamo deciso di tornare a Santo Domingo un giorno prima della partenza e non il giorno stesso, perché se si fosse presentato un problema lungo la strada del ritorno avremmo rischiato di perdere il volo di rientro, e questo non è consigliabile. Sarebbe meglio quindi lasciare Las Terrenas un giorno prima e tornare in capitale, dato che tanto la maggior parte dei voli internazionali partono da Las Americas.
Detto questo, a Las Terrenas troverete tantissimi ristoranti, per lo più situati lungo un viale e che costituiscono quello che viene chiamato "pueblo do los pescadores", che una volta era il cuore della città quando era solo un villaggio di pescatori. Qui avrete a disposizione molti ristoranti tra i quali scegliere, per ogni gusto. Devo sfatare un mito a questo punto, un mito negativo per l'esattezza, secondo il quale Las Terrenas è terribilmente cara rispetto Boca Chica. Francamente non ho notato tutta questa grossa differenza nei prezzi, anzi, sono praticamente uguali. L'unica cosa curiosa è che se dite al proprietario del ristorante che siete residenti di Las Terrenas, inspiegabilmente vi farà uno sconto del 30%! Forse perché in effetti di residenti ce ne sono tanti e meno turisti, quindi per incentivare la vendita delle case e l'arrivo quindi di nuovi abitanti stranieri (e ricchi…) i ristoratori adottano questa strategia.
Nel complesso si mangia a prezzi contenuti. La vita notturna di Las Terrenas è anch'essa poco vivace, in parte a causa della sciagurata legge suddetta in parte perché in effetti è presente una sola discoteca, il "Nuevo Mundo", e un bar (che non mi ricordo come si chiama… tanto lo trovate subito dato che è situato proprio di fronte al cimitero…) dove è possibile vedere un po' di animazione. Il "Nuevo Mundo" è una bella discoteca, grande e ben allestita. Una sera abbiamo avuto la fortuna di assistere ad un concerto di Bachata tenuto da un artista famosissimo in RD, Raulin Rodriguez. E' come se Claudio Baglioni tenesse un concerto all'Olimpico qui da noi, verrebbero persone da tutta Italia per sentirlo, e così è stato per Raulin Rodriguez. Più che altro è bello vedere i dominicani come si divertono ascoltando la loro musica preferita. Qui è anche possibile che qualche ragazza vi inviti a ballare, o qualche ragazzo, sia perché ci sono ovviamente omosessuali come in ogni parte del mondo (ma sono molto garbati e per nulla invadenti), sia perché ai dominicani piacciono molto le ragazze occidentali. La loro idea è di stringere un contatto, con l'intenzione di insegnarvi i passi fondamentali del ballo e poi forse qualcos'altro, dipende dal caso. A me è capitato, solo che dopo tre volte in cui ho pestato i piedi alla malcapitata, lei ha rinunciato… sigh!
Per il resto, a Las Terrenas ci sono molte spiagge belle da vedere, come Playa Bonita e Playa Coson, situate a ovest di Las Terrenas. Potete andarci anche a piedi se avete voglia di camminare, sono là vicino.
Noi non abbiamo fatto in tempo a vedere Playa Rincon, situata invece a est, presso Las Galeras. Il posto è po' lontano e difficile da raggiungere. Tocca prendere tre gua-guas più un motoconcho, quindi regolatevi di conseguenza. Varrebbe la pena, però, dicono che sia una delle spiagge più belle al mondo. Il problema fondamentale della penisola di Samanà è proprio l'inefficienza dei collegamenti (anzi, la mancanza di collegamenti…) e la cattiva condizione delle strade, molto spesso sterrate, quindi immaginate cosa capita quando piove… praticamente diventa tutto un pantano!
Da segnalare inoltre l'escursione al parco naturale di Los Haitises (non mi ricordo se si scrive così…), un luogo incantato situato dall'altra parte del golfo di Samanà, in cui è possibile ammirare specie rarissime di uccelli, pesci e altri animali (tra l'altro sulle spiagge di questo parco è stata ambientata un'edizione de "l'isola dei famosi"). Noi abbiamo fatto tutto con una gita "fai da te", ma vi consigliamo una gita organizzata, che alla fine vi costa di meno e vi fa stare più comodi (noi abbiamo attraversato il golfo di Samanà con una barchetta di pescatori, non vi dico che scossoni sulle onde! Sembrava di essere sulle montagne russe… la mia schiena mi ha lanciato maledizioni per giorni…).
Dopo sei giorni qui a Las Terrenas torniamo in Capitale, per un'ultima notte di pazza gioia accanto ai dominicani e poi si riparte per Roma!
A questo punto devo trarre le conclusioni.
Aspetti positivi: la RD è un paradiso naturalistico, ce n'è per tutti i gusti, quindi mare, spiagge, immersioni, escursioni avventurose, ecc. Consigliato ovviamente agli amanti della vita balneare. Se poi dovessero togliere quell'insulsa legge della chiusura dei locali, anche la vita notturna in certe località dev'essere favolosa.
Diciamo che c'è tutto quello che possiate desiderare in una vacanza.
Aspetti negativi: a volte l'insistenza dei venditori ambulanti (o anche di certe "cacciatrici di uomini") è un po' fastidiosa, ma questo capita in ogni Paese povero dove il turista di turno e' oggetto di mire da parte dei più poveri e opportunisti. Meglio troncare subito la conversazione con chiunque viene a chiedervi se vi serve qualcosa, potete ottenere tutto ciò che volete da soli, senza aver dietro la "guida", che tanto vi chiede continuamente la "propina" (mancia), per ogni cosa che fa per voi.
Per il resto, il posto vale la pena di essere visto, sempre con le dovute accortezze, quindi non andate in giro di soli la notte, soprattutto al di fuori della Zona Coloniale, non indossate gioielli vistosi e non smanettate soldi in bella vista, soprattutto se dopo una capatina in uno dei numerosi casinò di Santo Domingo vi capitasse di sbancare e uscire con tanti soldi, ma questo non andrebbe fatto neanche a Roma, a Milano, Napoli, ecc. quindi in ogni grande città.

Boca Chica è un gran bel posto, dove potrete contare sull'aiuto di molti italiani, tra i quali l'eccezionale Roberto, sempre presente, o anche il buon Bruno e tutta l'allegra compagnia.
Las Terrenas è più "fai da te", quindi con meno comfort da spiaggia e da vita balneare, ma che in compenso potrà offrirvi paesaggi indimenticabili e tramonti stupendi in riva al mare.

 

 

 

Detto questo, passo e chiudo.

Buone vacanze a tutti nella Repubblica Dominicana!

Alessio

 

 

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